FINALMENTE SI VOLA PER IL Red Bull Grand Prix OF THE AMERICAS 🇺🇸

Dopo un anno di assenza dal calendario, si torna in Texas, la terra di deserto, petrolio, duelli, pistole... e lo Shark Italiano è super pronto a lottare sul Circuit of the Americas, negli Stati Uniti, per la quartultima gara della stagione!

Il Motomondiale torna in America, proprio così! Dopo l'Emergenza Sanitaria, Austin è finalmente pronta a riaprire le proprie porte per accogliere i protagonisti della serie.

L'emozione di tornare sul circuito texano di 5,5 chilometri è quindi grande, soprattutto per Tony, perché Austin rimane una tra le piste con lo status di favorite! Siamo quindi pronti e impazienti di mettere le ruote in pista, soprattutto per poter riassaporare il bellissimo passaggio in salita alla fine del rettilineo di partenza, con la sua successiva brusca svolta a sinistra, che offre divertimento e pelle d'oca!!

Il 21enne è estremamente entusiasta di andare a tutto gas con la sua Moto2 Kalex su una delle piste più spettacolari del mondo e provare a costruire a partire dai progressi degli ultimi due weekend di gara, ad Aragon e Misano.

Tony Arbolino

Moto2 World Championship 2021 – P14 – 41 Points

 

🎙Tony"Austin è uno dei circuiti più belli del mondo. Per me è sempre incredibile correre lì. Mi diverto assolutamente e amo molto questa pista. Non vedo l'ora di fare i miei primi giri con la Moto2 lì, soprattutto perché abbiamo raggiunto un buon livello nelle ultime due gare, abbiamo sempre avuto un ottimo passo in gara, ma abbiamo perso un po' di tempo sul giro. Ci stiamo lavorando e sono sicuro che troveremo una soluzione. Sono abbastanza fiducioso che possiamo avere un altro buon passo ad Austin, nonostante sia una pista impegnativa da percorrere. Ovviamente non accadrà nella prima manche, perché dobbiamo capire alcuni punti all'inizio e perché sarà molto diverso rispetto alla Moto3, ma sono pronto a lavorare sodo per ottenere un buon risultato!"

LE CARATTERISTICHE DEL CIRCUITO 

La pista, lunga 5.513 metri, è caratterizzata da numerose curve, 20, alcune delle quali riprodotte da Tilke, il suo disegnatore, da tratti iconici di altri circuiti.

Secondo i dati forniti dalla Brembo, Austin è un tracciato con impegno medio per i freni: si spende in frenata circa il 30% del tempo del giro. La caratteristica principale della pista texana, che alterna tratti tortuosi ad altri di maggiore scorrimento, è data dai suoi tanti saliscendi, ma soprattutto dai 41 metri di dislivello tra il punto più basso e quello più alto del circuito. Decisive, quindi le staccate, con tre frenate particolarmente violente. Vediamole.

La frenata più impegnativa è quella della curva 12, alla fine del più lungo rettilineo della pista: la MotoGp arriva a 339 km/h di velocità per uscire a 66, dopo 317 metri di spazio di frenata e 6"2 di azione frenante.
Altra staccata chiave è quella della curva 1, la prima dopo il rettifilo del via, molto impegnativa perché in salita: si arriva a 302 orari per affrontare il tornantino a 63 km/h dopo una decelerazione massima da 1,5 G.
Anche questo è un punto da carenate e duelli, dove il rischio di perdere la linea è altissimo.
Terzo punto cruciale è la curva 11, dove il differenziale della velocità è di 195 km/h e sulla leva si esercita un carico massimo di 5,2 kg.

Non sbagliare la staccata diventa quindi imperativo per i piloti e non vediamo l'ora di seguirli a partire da domani!

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